lancia appia convertibile

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Al Salone di Ginevra del 1957 la Lancia propone al pubblico due versioni derivate dall’Appia che, in quel momento, è alla sua seconda serie: si tratta della Coupé 2+2 carrozzata Pinin Farina e della Convertibile a due posti disegnata da Giovanni Michelotti, in quel momento in forza alla Carrozzeria Vignale, che provvede alla sua costruzione. Erano e sono due automobili molto carine ma rimaste, incredibilmente, in una sorta di limbo collezionistico fino a poco tempo fa; ora danno segni importanti di risveglio, tanto che sta diventando difficile trovarle in vendita con conseguente ripercussione positiva sulle loro quotazioni. La Convertibile ebbe un momento importante di rinnovamento nell’Ottobre del 1958 quando anche lei conquistò un divanetto posteriore capace di due posti abbastanza comodi, diventando una delle pochissime cabriolet quattro posti di cilindrata contenuta disponibili sul mercato. Nella primavera del 1959 la meccanica diventa, per ambedue, quella dell’Appia III serie e mette a disposizione un insufficiente cavallino in più di potenza; nel contempo, però, un deciso miglioramento dei freni e dell’impianto di raffreddamento, rende queste auto più adatte al traffico in continuo aumento. Ultime modifiche nei primi mesi del 1960 che comportano la normalizzazione dei fanalini posteriori della Coupé, a causa delle prescrizioni del nuovo Codice della Strada, e un insieme di modifiche al motore che porta la potenza ad un livello più soddisfacente: 60 CV per una velocità massima di 150 km/h; cifre che, ancora oggi, consentono di viaggiare con gioia; così aggiornate le due sorelline rimasero in produzione fino alla primavera del 1963, quando irruppe sul mercato la rivoluzionaria Fulvia; la quale, come sappiamo, diede vita a bellissime versioni derivate ma mai più con il tetto in tela.
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Cars Lancia Cars brand L - Marka avto L

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